I probiotici in valigia per 'salvare' la nostra estate 28/07/2017

Sono i batteri buoni alleati del benessere dell'intestino. I cambi di clima e di abitudini alimentari estivi possono generare disturbi gastrointestinali, così come possono verificarsi infezioni a causa di cibi o acque contaminati

HANNO nomi lunghi e difficili da ricordare, ma prima di partire per le vacanze è meglio segnarseli su un foglio, oppure metterli direttamente in valigia. Stiamo parlando dei fermenti lattici probiotici, batteri buoni che arrivano vivi nell'intestino, alleati del suo benessere. I cambi di clima e di abitudini alimentari estivi possono generare disturbi gastrointestinali, così come possono verificarsi infezioni a causa di cibi o acque contaminati.

"I lactobacilli, in particolare il lactobacillus rhamnosus GG, e i bifidobacteri sono i più comuni per contrastare la diarrea del viaggiatore o la stipsi - consiglia Luca Elli, gastroenterologo della Fondazione IRCCS Ca' Granda di Milano. - Questi probiotici sono utili anche se a una condizione di stress causata dal viaggio si accompagnano delle alterazioni intestinali". Quando si incappa in un'infezione alimentare, il consiglio dell'esperto è invece quello di mettere in valigia un antibiotico non assorbibile. "La rifaximina è il più indicato, ma dopo sono sempre importanti i lactobacilli per ripristinare la flora batterica intestinale, scombinata dall'antibiotico" spiega Elli.

Per le donne. Per problemi più femminili, invece, è dimostrata l'azione positiva del lactobacillus rhamnosus GR-1 e del lactobacillus reuteri RC-14, che sarebbero in grado di potenziare le terapie contro la candida o contro infezioni vaginali, piuttosto frequenti durante il periodo estivo. I probiotici possono essere assunti con capsule, con fiale da sciogliere in acqua oppure con i latti fermentati, i cosiddetti “yogurtini”. "La formulazione più efficace per contrastare un disturbo intestinale – consiglia l'esperto – è quella in fiale o in capsule".

Infezioni alimentari. Curare o alleviare i disturbi è un bene, ma ancora meglio sarebbe evitarli facendo attenzione alle insidie del periodo estivo. Da giugno a settembre i casi di infezioni alimentari triplicano e i motivi sono due. "Non solo il caldo e l'umido creano un habitat perfetto per la proliferazione dei batteri, ma i cibi vengono anche consumati all'aperto, dove sono esposti alle contaminazioni", spiega Antonio Voza, responsabile Pronto Soccorso dell'ospedale Humanitas di Rozzano (Milano). A questi fattori si aggiunge quello dei viaggi all'estero, magari in paesi esotici dove i livelli igienici e di sicurezza alimentare non sono ottimali. In questi casi, è all'acqua che bisogna fare più attenzione.

Bere molto. "Bere solo quella in bottiglia e utilizzarla anche per lavare frutta e verdura comprata nei negozi", continua l'esperto. Dopo l'acqua, scrupolosità nell’acquisto di tutti i prodotti: osservare la data di scadenza, sia degli alimenti che delle bevande, è fondamentale. "I surgelati non devono avere la brina e le confezioni non devono essere rigonfie, altrimenti significa che è in corso una proliferazione batterica all'interno".

Cibi crudi e cotti mai vicini. E che dire dei bar e dei banco frigo in cui vengono offerti cibi pronti o specialità locali? "Soprattutto in presenza di uova e latticini, il banco non deve essere stracolmo, perché influirebbe sul mantenimento della temperatura, che di media non deve andare oltre i 4 gradi. Cibi crudi e cotti mai vicini, perché i primi potrebbero contaminare i secondi", spiega Voza. Infine, ma non perché

meno importante, attenzione al consumo di cibo crudo, soprattutto pesce, e alle mani, primo veicolo di infezioni. Non solo alle vostre, da lavare spesso e volentieri, ma soprattutto a quelle dei venditori negli alimentari, che dovrebbero essere sempre coperte da guanti.

tratto da " La Repubblica Salute "

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