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​Ottenere l’equilibrio del peso corporeo e combattere la Sindrome Metabolica 16/02/2019

La vita quotidiana, soprattutto in una grande città, non si combina facilmente con il mantenimento del peso corporeo. Stress, cattiva alimentazione, sedentarietà sono alla base di quella che oggi viene definita Sindrome Metabolica (SM ) che costituisce poi un vero e proprio fattore di rischio cardiovascolare e che è stato stimato incidere per circa il 35% della popolazione ultracinquantenne.

La diagnosi di SM secondo la National Hearth Association americana si determina secondo i criteri NCEP: ATP III (National Cholesterol Education Program: Adult Treatment Panel III) 2005 e prevedono la presenza di 3 o più dei seguenti elementi:

  • Obesità addominale (circonferenza vita: uomini >102 cm, donne >88 cm)
  • Ipertrigliceridemia (>150 mg/dl), oppure trattamento farmacologico in atto per ipertrigliceridemia
  • Basso colesterolo HDL (uomini <40 mg/dl, donne <50 mg/dl), o terapia farmacologica specifica
  • Ipertensione arteriosa (>130 mmHg di sistolica e >85 mmHg di diastolica), oppure trattamento farmacologico in atto
  • Iperglicemia (a digiuno >100 mg/dl) o terapia farmacologica specifica, o precedente diagnosi di diabete mellito di tipo 2

La presenza concomitante di tre di questi fattori come detto determina un considerevole aumento del rischio aterosclerotico.

Quando non è necessario intervenire con delle terapie mediche, è comunque utile quindi cercare di mantenere il peso corporeo nei limiti di un equilibrio che eviti il sovrappeso.

Il ruolo fondamentale dell’attività fisica aerobica, la classica camminata di mezz’ora al giorno che facilita il raggiungimento dello stato di forma ottimale che ci fa star bene con noi stessi è fondamentale.

Una corretta condotta alimentare è poi ulteriormente importante. Per fare questo è necessario affidarsi a professionisti seri per evitare gli errori di diete fai da te. Premesso quindi che l’elaborazione di un piano alimentare personalizzato e che tenga conto di tutte le variabili ( massa grassa, massa magra, metabolismo, attività fisica svolta, ecc. ) è alla base di qualsiasi dieta, ecco alcune regole alimentari da seguire:

  • consumiamo quegli alimenti che ci aiutano alla disintossicazione , a favorire la digestione e a ridurre il gonfiore addominale. Largo spazio dunque a finocchi, cicoria, cavoli, carciofi e tutta la verdura a foglia verde da mangiare cotta, ai ferri, stufata o ripassate in padella.
  • Tra le proteine favoriamo il consumo di pesce o carne magra.
  • Ricordatevi che per ridurre la ciccia bisogna stimolare il metabolismo, quindi non rinunciamo alla pasta o al pane, purchè però vengano ridotti in quantità e variati nelle farine (kamut, farro, riso, cereali).
  • Come primo piatto però possiamo scegliere i legumi, ricchi di ferro, calcio, vitamine del gruppo B, privi di colesterolo, glutine e con un basso carico glicemico (ricordiamo di consumarli almeno 3 volte a settimana).
  • Importanti sono gli spuntini in cui è preferibile sgranocchiare la verdura cruda. Anche la frutta secca oppure una spremuta di agrumi, ricchi di vitamina C sono ideali come spuntino o, per chi desidera qualcosa di dolce, meglio scegliere uno yogurt, rigorosamente magro!
  • Per insaporire i piatti usate aglio e zenzero perché aiutano il fegato a liberarsi dai radicali liberi e eliminate il sale.
  • Bere molto è sicuramente la scelta migliore per liberare le tossine in eccesso e in questo caso il the verde è una bevanda che aiuta la produzione di sostanze detossificanti, così come le tisane a base di carciofo, tarassaco e le limonate.

Gli integratori alimentari possono aiutare a raggiungere più facilmente l'obiettivo di regolarizzare il peso corporeo. Anche questi vanno però assunti con attenzione rispetto alle finalità che ci si propone di ottenere e tenendo conto di eventuali terapie e patologie concomitanti. Infatti come detto anche in un altro nostro articolo, gli integratori, pur essendo naturali, sono caratterizzati da principi biologicamente attivi, in grado di modificare il nostro metabolismo interferendo con farmaci ed alimenti. Quindi consigliamo sempre di assumere integratori dopo attenta valutrazione da parte del medico o del farmacista che sono gli unici professionisti in grado ad esempio di valutare le interferenze tra integratori e farmaci.

Analizziamo allora più da vicino gli integratori alimentari spesso di origine naturale, utili ad ottenere dei risultati di disintossicazione, drenaggio dei liquidi e supporto alla dieta.

Per la disintossicazione è necessario agire primariamente sul fegato. Questo organo è un vero e proprio laboratorio chimico che sovraintende alla elaborazione delle sostanze assorbite con la dieta.

  • Il Cardo Mariano ( Sylibum Marianum ) è una pianta dal cui frutto si ricava la droga usata in fitoterapia. Questo è ricco di una sostanza, la silimarina che svolge un’azione protettiva del fegato e risulta utile nelle epatiti, nelle intossicazioni epatiche da farmaci e da alcool e nella steatosi epatica. Si assume alla dose di 200mg al giorno e normalmente non procura effetti collaterali. Va usato con cautela negli ipertesi in quanto può provocare aumento della pressione arteriosa per la presenza di tiramina.
  • Il Carciofo ( Cynaria Scolimus ) questa pianta ampiamente diffusa nella nostra cucina, trova impiego in fitoterapia grazie alla presenza di acidi fenolici, sostanze dotate di elevato potere antiossidante. Il carciofo protegge il fegato dall’azione nociva dei radicali liberi. Inoltre, la cinarina in esso presente stimola la rigenerazione delle cellule epatiche esposte ai danni provocati da alimenti tossici, come l’abuso di cereali, latticini, fritti, soffritti, salumi di maiale ed alcool. La cinarina svolge anche un’azione ipocolesterolemizzante.
  • Anche l’intestino merita attenzione in questo periodo. Sempre utile l’assunzione di fermenti lattici vivi ad alta concentrazione atti anche a mantenere adeguate le difese immunitarie prevenendo quindi allergie e intolleranze, può trovare spazio l’uso del succo puro di Aloe Vera. Questo è in grado di disintossicare l'organismo dalle tossine. Non solo, i suoi saccaridi aderiscono alle pareti dell'intestino formando una barriera protettiva che impedisce l'assorbimento di sostanze dannose.

Per il drenaggio dei liquidi il cui accumulo è inevitabile quando si abusa di pietanze più condite e saporite sono molti i principi attivi che ci mette a disposizione la natura:

  • Ananas ( Bromelia Ananasso ): grazie alla bromelina, principio attivo di cui è ricco, l’ananas riesce a svolgere attività proteolitica accelerando la digestione ed attivando il metabolismo. L’attività antiedemigena inoltre della bromelina permette di agire anche sulla ritenzione idrica tipica ad esempio della cellulite.
  • Tarassaco (Taraxacum officinalis ): la radice che si usa in fitoterapia svolge azione diuretica e drenante, coleretica e colagoga contribuendo alla funzionalità epatica. E’ in grado anche di attenuare il senso di fame e può essere utile nella dieta.
  • Equiseto ( Equisetum Arvense ): tra le varie proprietà di questa pianta diffusissima ( rimineralizzante ed antiinfiammatoria ) spicca anche l’attività diuretica che permette l’eliminazione dei liquidi in eccesso.
  • Esistono poi delle piante che possono intervenire nel metabolismo dei vari nutrienti riducendone l’assorbimento o riducendo il senso di fame.
  • Tra questi trova utilizzazione la Garcinia Cambogia . L’acido idrossicitrico in essa contenuto permette di abbattere il senso di fame, aumentare il metabolismo dei grassi e soprattutto evitare che i carboidrati si trasformino in grassi.
  • Il Nopal ( fico d’india ), utilizzato in polvere ricavata dai cladodi ( le comuni pale ) è invece in grado di limitare l’assorbimento intestinale di grassi e carboidrati contribuendo favorevolmente al controllo dell’equilibrio corporeo.
  • Ultimamente si parla molto della Curcuma e del Pepe Nero associati. Diversi studi, condotti sull’animale, fanno presagire un’attività combinata tra i due principi, infatti il pepe nero che da solo svolge un’attività termogenica utile alla metabolizzazione dei grassi, consente alla curcumina contenuta nella curcuma di essere più facilmente assorbita e più lentamente degradata. La curcumina sembrerebbe in grado, grazie all’attività antinfiammatoria ed antiossidante che è in grado di esplicare, di contrastare l’infiammazione cronica di base che contribuisce all’aumento del rischio di sindrome metabolica.

In conclusione assumere una condotta salutare è semplice e se proprio non ci si riesce il supporto di professionisti qualificati può permettere l'ottenimento dei risultati voluti

Dr.ssa Elisa Ciraci - Biologa Nutrizionista

Dr. Marco Merigiola – Farmacista, consulente in Naturopatia Scientifica

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